Villa Mazzarosa

Villa MazzarosaNel libro “Viaggio in Toscana”, l’autore (Martini George C.), ricevuto da Fabio Mazzarosa, parla di una sua visita alla villa nel 1727 mettendo in risalto l’accuratezza del giardino “con grande prato dove si osservano diversi getti d’acqua”. Il palazzo, come indica Isa Belli Barsali nel suo libro - Ville e Committenti dello Stato di Lucca- (1979), “ha una semplice forma a parallelepipedo con la doppia rampa nella facciata a valle, che supera l’altezza del seminterrato per dare accesso al piano rialzato”, mentre sulla facciata a monte una gradinata incassata tra i due corpi laterali immette al piano rialzato. Nel salone il soffitto corrisponde con quello del primo piano e su tutti e quattro i lati corre un ballatoio pensile che collega le varie stanze del piano superiore. La sala è ornata di delicati stucchi della fine del XVIII° secolo che ne coprono le pareti ed il soffitto. A nord un secondo salone, probabilmente in origine un portico aperto, si affaccia con grandi vetrate sul giardino che fu piantato nella sua forma attuale da Antonio Mazzarosa intorno al 1810 e in seguito arricchito nel 1830 da un “Famedio”, tempietto neoclassico, destinato a contenere le opere degli illustri uomini lucchesi.