Il parco
Il grande parco della villa è interamente circondato da un muro a secco; il cancello d’ingresso, costituito da grandi pilastri in pietra di macigno, non è in asse con la villa mentre il viale di accesso è in linea con il giardino formale, che già compare in disegni della prima metà del Settecento, racchiuso da una ringhiera con alabarde ed un cancello, formato da una massiccia base su cui poggiano quattro colonne sormontate da un putto seduto sulle code di tre delfini. Quest’ultimo è ornato da una grande vasca ovale al centro e da un ninfeo decorato da mosaici in ciottoli e statue in cotto, ninfeo per il quale fu chiesto un progetto nel 1714 all’architetto Filippo Juvarra che presentò una serie di disegni con diverse soluzioni scenografiche, che non fu mai eseguito. Un altro ninfeo si incontra lungo il percorso davanti alla facciata principale della villa e presenta analoghi mosaici ed un mascherone dal quale scorreva l’acqua. Nel corso dei secoli la villa ha ospitato personaggi illustri come il Cardinale di Boulogne nel 1691, il Duca di Chinon, ambasciatore del re di Francia a Roma, e al tempo del Ducato di Lucca e del principato di Toscana Dame e Cavalieri. Recentemente fu visitata da Giacomo Puccini, ne è testimonianza il libretto della “Tosca” firmato dal Maestro stesso nel 1911 dedicato “alla marchesina Elena Mazzarosa” e dalla Regina madre d’Inghilterra, Elisabetta, in occasione di una sua visita a Lucca. Perseguendo l’impronta data da Antonio Mazzarosa, uomo politico e di grande cultura dell’Ottocento, gli attuali proprietari si adoperano con grande dedizione per mantenere e preservare la proprietà al fine di onorare le memorie della famiglia cercando di dare alla villa una connotazione di luogo dove fare cultura con concerti, convegni e mostre. L’aspetto attuale del parco e della villa è il risultato delle opere apportate ai primi dell’ Ottocento da Antonio Mazzarosa e si sono conservate pressoché immutate nei secoli essendo l’ unica villa della Lucchesia ancora di proprietà della famiglia che la costruì, in quanto pervenuta all’attuale proprietaria Barbara Maria Mac Neil in Silvestrini, nipote diretta della Marchesa Elena Mazzarosa Devincenzi in Cenami, per successione ereditaria.
Camelie
Le piante del parco
La Villa Mazzarosa risale all'inizio del XVII secolo; ad essa si accede da un cancello d'ingresso imponente, con quattro colonne con punto seduto sulle code di tre delfini, e si arriva al giardino formale originario, con vasca centrale ovale e ninfeo decorato da mosaici e statue in cotto. Il parco della Villa, che si snoda tutto intorno ma con maggiore estensione sul lato nord della medesima, è certamente uno dei più significativi per le imponenti piante di Camelie in esso presenti e per la rarità di alcune essenze vegetali che qui è possibile osservare.
Sicuramente questo è dovuto alla passione per il mondo verde del Marchese Antonio Mazzarosa, personaggio di grande prestigio e cultura dell'800, che dette un nuovo volto al parco, di cui tuttora i suoi eredi si prendono cura.
QUi è possibile ammirare un numero notevole di Camelie secolari, posizionate sia in un gradevole boschetto, che sparse in altri punti del parco; queste, risalenti al periodo ottocentesco, annoverano numerose coltivar molto rare e importanti, quali ad esempio "Anemoniflora rosea", "Giardino Magnani", "Parksii vera", "Terzjana", "Corallina", "Pomponia mostruosa", "Variegata plana" e molte altre ancora.
Fra le specie di maggior spicco, figurano alcune piante monumentali di Platano (Platanus ibrida) e - unici - alcuni alberi di pino da pinoli della California (Pinus sabiniana) con la loro chioma disordinata e gli strani strobili con squame uncinate; anche un Kaki della Virginiana (Diospyros virginiana), anch'esso unico nelle Ville lucchesi, desta curiosità per la strana corteccia tassellata del tronco.
Presenti anche alcune palme cinesi (Trachycarpus fortune), tigli (Tilia platyphyllos) ed un annuoso olivo odoroso (Osmanthus fragrans); inoltre, numerosi arbusti del calicanto d'inverno (Chimonanthus praecox) profumano il giardino nei mesi invernali.
Le piante sono disposte generalmente ai margini di ampi spazi verdi, come era indicato nei giardini di paesaggi in voga nel periodo ottocentesco, formando nell'insieme un parco piacevole e interessante da visitare.
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